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LE SMANIE PER LA VILLEGGIATURA AL TEATRO VAN WESTERHOUT DALL’11 AL 22 APRILE 2018

 

Compagnia Diaghilev |Mola di Bari |

Stagione 2017-18

Teatro Van Westerhout

aprile 2018

 

LE SMANIE PER LA VILLEGGIATURA

di Carlo Goldoni

adattamento e regia Paolo Panaro

costumi Francesco Ceo

con Altea Chionna, Marco Cusani, Deianira Dragone, Carlo D’Ursi Alessandro Epifani, Francesco Lamacchia, Paolo Panaro, Riccardo Spagnulo

 

produzione Diaghilev

“Le smanie per la villeggiatura” è la prima commedia di una trilogia che Carlo Goldoni ha dedicato al tema della villeggiatura e che comprende anche “Le avventure della villeggiatura” e “Il ritorno dalla villeggiatura”. Fu rappresentata per la prima volta nel 1756. I temi principali della commedia sono il desiderio degli appartenenti alla borghesia del tempo di apparire più altolocati nella società di quanto non fossero nella realtà e i pericoli della frenesia amorosa (in ottemperanza alla diffidenza di stampo illuminista nei confronti delle passioni struggenti). L’azione si svolge nell’arco di una giornata, a Livorno, nelle case di Leonardo e di Filippo, rappresentanti di un ceto borghese che vuole competere con i nobili e con i ricchi. Il primo atto si apre con i preparativi in casa di Leonardo. La partenza è fissata per la sera stessa, ma la sorella Vittoria protesta perché il suo “mariage”, l’abito all’ultima moda, non sarà pronto per tempo. Loro ospite nella casa di Montenero sarà anche l’amico Ferdinando, scroccone e pettegolo, ma ricercato nelle case di villeggiatura perché di buona compagnia. I due fratelli partiranno insieme al signor Filippo e a sua figlia Giacinta, di cui Leonardo è innamorato.
Paolo Panaro ambienta la vicenda goldoniana ai nostri giorni.
La crisi economica, un tenore di vita troppo alto, la cattiva educazione dei figli, sono gli argomenti che vengono messi in risalto in questo adattamento. Ogni uomo, ogni donna, qualunque sia la sua condizione, la sua età e la sua professione è vittima inconsapevole della tirannia delle mode. Due famiglie non particolarmente agiate sono in affanno perché non possono permettersi le vacanze. Eppure, per la loro credibilità sociale, è impossibile mancare al tradizionale  appuntamento estivo: partire è ormai una specie di obbligo, un qualcosa da ostentare, e tanto meglio se la meta è un lontanissimo paese esotico.
Il testo di Goldoni somiglia molto al nostro quotidiano, fatto di smancerie, ipocrisie e falsità. 

 

m 11 h 21 in abbonamento |

g 12 h 21 | v 13 h 21 | s 14 h 21 | d 15 h 20

m 18 h 21 | g 19 h 21 | v 20 h 21 | s 21 h 21 | d 22 h 20

prenotazioni 3398796764 | 3331260425

 

 

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CARTA DEL DOCENTE E 18APP

 

 

 

E’ possibile acquistare i biglietti di ingresso agli spettacoli organizzati dalla Compagnia Diaghilev con CARTA DEL DOCENTE e 18APP, previa presentazione al botteghino del teatro del buono stampato.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTARE IL   347.1788446

 

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BEN HUR UNA STORIA DI ORDINARIA PERIFERIA- SABATO 24 MARZO 2018 ORE 21.00 TEATRO VAN WESTERHOUT

 

 

Teatro van Westerhout Mola di Bari
STAGIONE 2017|18

COMPAGNIA DIAGHILEV

sabato 24 marzo 2018 h 21

Paolo Triestino, Nicola Pistoia
Elisabetta De Vito

BEN HUR
UNA STORIA DI ORDINARIA PERIFERIA
di Gianni Clementi
con Paolo Triestino, Nicola Pistoia
Elisabetta De Vito
regia Nicola Pistoia
produzione Diaghilev
in collaborazione con Associazione Fiore & Germano

 

Ben Hur (più di 300 repliche, 180 città raggiunte, oltre 100.000 spettatori, un film accolto con grande favore) è un perfetto mix di risate, pensieri, emozione e cattiveria, nato dalla penna di Gianni Clementi per la coppia Triestino-Pistoia,
accompagnati da Elisabetta De Vito (finalista alle maschere del teatro 2012-13 come attrice non protagonista).
Lo sfondo è Roma. Roma che accoglie e che respinge, Roma sempre più incattivita, eppure capace di generosità inaspettate. Lo “straniero” oggi è sempre più parte di questa città, volenti o nolenti. In Ben Hur ha le vesti di un ingegnere bielorusso
(Milan, rigorosamente clandestino), che irrompe con il candore di chi spera in un futuro migliore, e che poi, con la forza di uno tsunami, rivitalizza il grigio percorso di due fratelli, Sergio e Maria, separati e costretti ad una grigia convivenza coatta, in una grigia periferia. Lui, ex-stuntman in attesa di un risarcimento per un incidente sul set, trascina le sue giornate al Colosseo dove, vestendo i panni di un centurione, si presta alle canoniche foto con i turisti. Lei, invece, si impegna in una squallida chat erotica telefonica. Lavora da casa, in vestaglia, ciabattando tra una stanza e l’altra. Con Milan arriveranno un progressivo benessere, energie nuove, una biga e forse un nuovo amore.

 

 Prenotazioni 339/8796764

Platea e palchi  € 12,00

palchi laterali e loggione € 8

 

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CABARET YDDISH – VENERDI’ 23 FEBBRAIO 2018 ORE 21.00 TEATRO VAN WESTERHOUT

 

 

Teatro van Westerhout Mola di Bari
STAGIONE 2017|18

COMPAGNIA DIAGHILEV

Prenotazioni 339/8796764

venerdì 23 febbraio h 21

Moni Ovadia
CABARET YDDISH

di Moni Ovadia
e con
Maurizio Dehò violino Paolo Rocca clarinetto
Albert Florian Mihai fisarmonica
Luca Garlaschelli contrabbasso
Mauro Pagiaro suono

La lingua, la musica e la cultura Yiddish, quell’inafferrabile  miscuglio di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno, la condizione universale dell’Ebreo errante, il suo essere senza patria sempre e comunque, sono al centro di “Cabaret Yiddish”.
Si potrebbe dire che lo spettacolo abbia la forma classica del cabaret comunemente inteso. Alterna infatti brani musicali e canti a storielle, aneddoti, citazioni che la comprovata abilità dell’intrattenitore sa rendere gustosamente vivaci. Ma la curiosità dello spettacolo sta nel fatto di essere interamente dedicato a quella parte di cultura ebraica di cui lo Yiddish è la lingua e il Klezmer la musica. Uno spettacolo che “sa di steppe e di retrobotteghe, di strade e di sinagoghe”. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama “il suono dell’esilio, la musica della dispersione”: in una parola della diaspora.
La musica Klezmer deriva dalle parole ebraiche Kley Zemer, che si riferiscono agli strumenti musicali (violino ed archi in genere e clarinetto) con cui si suonava la musica tradizionale degli Ebrei dell’est europeo a partire all’incirca dal XVI secolo.

Ho scelto di dimenticare la “filologia” per percorrere un’altra possibilità proclamando che questa musica trascende le sue coordinate spazio-temporali “scientificamente determinate” per parlarci delle lontananze dell’uomo, della sua anima ferita, dei suoi sentimenti assoluti, dei suoi rapporti con il mondo naturale e sociale, del suo essere “santo”, della sua possibilità di ergersi di fronte all’universo, debole ma sublime. Gli umili che hanno creato tutto ciò prima di poter diventare uomini liberi, sono stati depredati della loro cultura e trasformati in consumatori inebetiti ma sono comunque riusciti a lasciarci una chance postuma, una musica che si genera laddove la distanza fra cielo e terra ha la consistenza di una sottile membrana imenea che vibrando, magari solo per il tempo di una canzonetta, suggerisce, anche se è andata male, che forse siamo stati messi qui per qualcos’altro.

Moni Ovadia

 

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IL GIORNO IN CUI CI SIAMO INCONTRATI E NON CI SIAMO RICONOSCIUTI – A MARZO AL TEATRO VAN WESTERHOUT

Compagnia Diaghilev | Mola di Bari | Stagione 2017-18
Teatro Van Westerhout
dal 1 al 18 marzo 2018
prenotazioni 3398796764

 

IL GIORNO IN CUI CI SIAMO INCONTRATI E NON CI SIAMO RICONOSCIUTI


un poetico e originale spettacolo per raccontare solo con il gesto e il movimento
e attraverso suggestive visioni storie fatte di attimi, di sogni, di ricordi
 

ideazione, drammaturgia impianto scenico e regia
Giuseppe Sollazzo
costumi Luisa Viglietti
luci Guido Levi

con Elisabetta Aloia Valeria Angeloro Antonella Carone Altea Chionna Maurizio Dellavilla Carlo D’Ursi Alessandro Epifani Francesco Gisotti Francesco Lamacchia Giuseppe Losacco Tiziana Manfredi Serena Palmisano Paolo Panaro Vito Valenzano

coordinamento di produzione Rosaria Ximenes
assistente alla regia Giulia Sangiorgio
assistente alle scene Donato Didonna

sarte Angela Gassi, Nicolaia Meliota

truccatrice Carmen Siena
elettricista Gianni Colapinto
realizzazione costumi Sartoria Factory Costume
produzione Diaghilev

recite marzo 2018
gio 1 h 21 in abbonamento
ven 2 | sab 3 | dom 4
mer 7 | gio 8 | ven 9 sab 10 | dom 11
mer 14 | gio 15 | ven 16 sab 17 | dom 18
feriali h 21 domeniche h 20

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