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CARTA DEL DOCENTE E 18APP

 

 

 

E’ possibile acquistare i biglietti di ingresso agli spettacoli organizzati dalla Compagnia Diaghilev con CARTA DEL DOCENTE e 18APP, previa presentazione al botteghino del teatro del buono stampato.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTARE IL   347.1788446

 

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BEN HUR UNA STORIA DI ORDINARIA PERIFERIA- SABATO 24 MARZO 2018 ORE 21.00 TEATRO VAN WESTERHOUT

 

 

Teatro van Westerhout Mola di Bari
STAGIONE 2017|18

COMPAGNIA DIAGHILEV

sabato 24 marzo 2018 h 21

Paolo Triestino, Nicola Pistoia
Elisabetta De Vito

BEN HUR

UNA STORIA DI ORDINARIA PERIFERIA

di Gianni Clementi
con Paolo Triestino, Nicola Pistoia
Elisabetta De Vito
regia Nicola Pistoia
produzione Diaghilev
in collaborazione con Associazione Fiore & Germano

 

Ben Hur (più di 300 repliche, 180 città raggiunte, oltre 100.000 spettatori, un film accolto con grande favore) è un perfetto mix di risate, pensieri, emozione e cattiveria, nato dalla penna di Gianni Clementi per la coppia Triestino-Pistoia,
accompagnati da Elisabetta De Vito (finalista alle maschere del teatro 2012-13 come attrice non protagonista).
Lo sfondo è Roma. Roma che accoglie e che respinge, Roma sempre più incattivita, eppure capace di generosità inaspettate. Lo “straniero” oggi è sempre più parte di questa città, volenti o nolenti. In Ben Hur ha le vesti di un ingegnere bielorusso
(Milan, rigorosamente clandestino), che irrompe con il candore di chi spera in un futuro migliore, e che poi, con la forza di uno tsunami, rivitalizza il grigio percorso di due fratelli, Sergio e Maria, separati e costretti ad una grigia convivenza coatta, in una grigia periferia. Lui, ex-stuntman in attesa di un risarcimento per un incidente sul set, trascina le sue giornate al Colosseo dove, vestendo i panni di un centurione, si presta alle canoniche foto con i turisti. Lei, invece, si impegna in una squallida chat erotica telefonica. Lavora da casa, in vestaglia, ciabattando tra una stanza e l’altra. Con Milan arriveranno un progressivo benessere, energie nuove, una biga e forse un nuovo amore.

 

 Prenotazioni 339/8796764

Platea e palchi  € 12,00

palchi laterali e loggione € 8

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CABARET YDDISH – VENERDI’ 23 FEBBRAIO 2018 ORE 21.00 TEATRO VAN WESTERHOUT

 

 

Teatro van Westerhout Mola di Bari
STAGIONE 2017|18

COMPAGNIA DIAGHILEV

Prenotazioni 339/8796764

venerdì 23 febbraio h 21

Moni Ovadia

CABARET YDDISH

di Moni Ovadia
e con
Maurizio Dehò violino Paolo Rocca clarinetto
Albert Florian Mihai fisarmonica
Luca Garlaschelli contrabbasso
Mauro Pagiaro suono

La lingua, la musica e la cultura Yiddish, quell’inafferrabile  miscuglio di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno, la condizione universale dell’Ebreo errante, il suo essere senza patria sempre e comunque, sono al centro di “Cabaret Yiddish”.
Si potrebbe dire che lo spettacolo abbia la forma classica del cabaret comunemente inteso. Alterna infatti brani musicali e canti a storielle, aneddoti, citazioni che la comprovata abilità dell’intrattenitore sa rendere gustosamente vivaci. Ma la curiosità dello spettacolo sta nel fatto di essere interamente dedicato a quella parte di cultura ebraica di cui lo Yiddish è la lingua e il Klezmer la musica. Uno spettacolo che “sa di steppe e di retrobotteghe, di strade e di sinagoghe”. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama “il suono dell’esilio, la musica della dispersione”: in una parola della diaspora.
La musica Klezmer deriva dalle parole ebraiche Kley Zemer, che si riferiscono agli strumenti musicali (violino ed archi in genere e clarinetto) con cui si suonava la musica tradizionale degli Ebrei dell’est europeo a partire all’incirca dal XVI secolo.

Ho scelto di dimenticare la “filologia” per percorrere un’altra possibilità proclamando che questa musica trascende le sue coordinate spazio-temporali “scientificamente determinate” per parlarci delle lontananze dell’uomo, della sua anima ferita, dei suoi sentimenti assoluti, dei suoi rapporti con il mondo naturale e sociale, del suo essere “santo”, della sua possibilità di ergersi di fronte all’universo, debole ma sublime. Gli umili che hanno creato tutto ciò prima di poter diventare uomini liberi, sono stati depredati della loro cultura e trasformati in consumatori inebetiti ma sono comunque riusciti a lasciarci una chance postuma, una musica che si genera laddove la distanza fra cielo e terra ha la consistenza di una sottile membrana imenea che vibrando, magari solo per il tempo di una canzonetta, suggerisce, anche se è andata male, che forse siamo stati messi qui per qualcos’altro.

Moni Ovadia

 

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IL GIORNO IN CUI CI SIAMO INCONTRATI E NON CI SIAMO RICONOSCIUTI – A MARZO AL TEATRO VAN WESTERHOUT

Compagnia Diaghilev | Mola di Bari | Stagione 2017-18
Teatro Van Westerhout
dal 1 al 18 marzo 2018
prenotazioni 3398796764

 

IL GIORNO IN CUI CI SIAMO INCONTRATI E NON CI SIAMO RICONOSCIUTI


un poetico e originale spettacolo per raccontare solo con il gesto e il movimento
e attraverso suggestive visioni storie fatte di attimi, di sogni, di ricordi
 

ideazione, drammaturgia impianto scenico e regia
Giuseppe Sollazzo
costumi Luisa Viglietti
luci Guido Levi

con Elisabetta Aloia Valeria Angeloro Antonella Carone Altea Chionna Maurizio Dellavilla Carlo D’Ursi Alessandro Epifani Francesco Gisotti Francesco Lamacchia Giuseppe Losacco Tiziana Manfredi Serena Palmisano Paolo Panaro Vito Valenzano

coordinamento di produzione Rosaria Ximenes
assistente alla regia Giulia Sangiorgio
assistente alle scene Donato Didonna

sarte Angela Gassi, Nicolaia Meliota

truccatrice Carmen Siena
elettricista Gianni Colapinto
realizzazione costumi Sartoria Factory Costume
produzione Diaghilev

recite marzo 2018
gio 1 h 21 in abbonamento
ven 2 | sab 3 | dom 4
mer 7 | gio 8 | ven 9 sab 10 | dom 11
mer 14 | gio 15 | ven 16 sab 17 | dom 18
feriali h 21 domeniche h 20

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PARENTI SERPENTI – VENERDI’ 9 FEBBRAIO ORE 21.00 – TEATRO VAN WESTERHOUT

 

 

Teatro van Westerhout Mola di Bari
STAGIONE 2017|18

venerdì 9 febbraio h 21
Lello Arena
PARENTI SERPENTI
di Carmine Amoroso

interpreti e personaggi
Fabrizio Vona Alfredo
Marika De Chiara Milena
Andrea de Goyzueta Alessandro
Carla Ferraro Gina
Serena Pisa Lina
Rafaele Ausiello Michele
Lello Arena Saverio
Giorgia Trasselli Trieste
regia di Luciano Melchionna
scene Roberto Crea | costumi Milla
musiche Stag ! disegno luci Salvatore Palladino
assistente alla regia Sara Esposito
produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
in collaborazione con Bon Voyage Produzioni
e con Festival Teatrale di Borgio Verezzi

Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravviare i legami famigliari, come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano, ancora oggi, per scaldare la casa: un braciere pericoloso ma rassicurante come tutte le abitudini e le tradizioni. Un Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, e andati a lavorare in altre città.
Uno sbarco di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare, in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti in cui tutti noi possiamo riconoscerci, le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi.
Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà - interpretato da Panelli nel film di Monicelli – mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo, come quello di un bambino, intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano, in quei giorni di santissima festività: è un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti? Andando via di casa, diventando adulti, ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà, ha dovuto accettare i fallimenti e ha imparato a difendere il proprio orticello mal coltivato, spesso per incuria o incapacità, ma in quelle pause di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato, affettuoso e risolto. All’improvviso però, i genitori, fino ad allora autonomi punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi come hanno fatto anni prima con loro: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia… a chi toccherà?
All’improvviso, dunque, un terremoto segna una crepa nell’immobilità rassegnata di un andamento ormai sempre lo stesso e in via di spegnimento, una crepa dalla quale un gas mefitico si espanderà e inquinerà l’aria. Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento. Verità? Paradosso? Spesso, come si è soliti dire, la realtà supera la fantasia.

(Luciano Melchionna)

 

Platea e palchi centrali € 25,00 | palchi laterali e loggione € 20,00
info e prenotazioni 339.8796764

 

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