
dal 17 marzo al 12 aprile 2026
m 17 h 20 | m 18 h 20 | g 19 h 19
v 20 h 21 | s 21 h 21 | l 23 h 20
m 24 h 20 | m 25 h 20 | g 26 h 19
v 27 h 21 | s 28 h 21 | d 29 h 19
m 31 h 20 marzo
m 1 h 20 | g 2 h 19 | v 3 h 21
m 7 h 20 | m 8 h 20 | g 9 h 19
v 10 h 21 | s 11 h 21
d 12 h 19 aprile
di George Bernard Shaw
regia Alessandro Machìa
con Antonio Carella, Emilio Lagrotta
Francesco Lamacchia, Paola Martelli
Paolo Panaro, Caterina Petrarulo
assistente alla regia Domenico Piscopo
responsabile tecnico Nicola Santamato
consulenza costumi Annalisa Di Piero
Annamode Costumes Roma
produzione Diaghilev
Protagonista della commedia è Kitty Warren, una donna di umili origini che, per sfuggire alla miseria, ha costruito la sua fortuna gestendo case di tolleranza. Accanto a lei, la figlia Vivie: una giovane laureata, pragmatica e risoluta, cresciuta nell’ombra di un benessere di cui ignora la provenienza.
Terminata nel 1893, l’opera fu rappresentata per la prima volta nel 1902, per poi essere riproposta solo dal 1921. La censura britannica ne proibì la messa in scena per quasi un ventennio, bollandola come un oltraggio alla morale pubblica.
Eppure, il vero scandalo non risiedeva nell’esibizione del vizio, ma nella precisione con cui l’autore svelava i meccanismi del profitto e denunciava il finto perbenismo di una borghesia bacchettona che, a parole, condannava i costumi di vita dissoluti, mentre, di nascosto, ne era partecipe. Una società ipocrita e conformista, capace, al tempo stesso, di assecondare deprecabili pratiche di sfruttamento.
La vicenda si snoda lungo il crinale di un confronto aspro, un duello intellettuale e generazionale che trascende la semplice dinamica familiare. Vivie incarna l’ideale di integrità e incorruttibilità della nuova generazione, che deve, però, scontrarsi con la realtà di un’agiatezza frutto dei peccati materni. Kitty, dal canto suo, non invoca il perdono, ma rivendica la propria scelta come l’unica possibilità per una donna di raggiungere l'indipendenza economica.
L’irriverenza di Shaw si traduce in una scrittura densa di paradossi, dove la logica più stringente smaschera le contraddizioni di un sistema perverso e incoerente. Non vi è spazio per il sentimentalismo o per una facile catarsi: resta l’analisi di un mondo dove la correttezza deve cedere il passo alla sopravvivenza e, ancor più, a un'ambizione che non ammette compromessi.
orari spettacoli
lun. mar. mer. h 20
gio. dom. h 19
ven. sab. h 21
giorni festivi h. 19
biglietti
posto unico non numerato
lun. mar. mer.
gio. ven. € 10,00
sab. dom. € 15,00
giorni festivi € 15,00
prenotazioni 3331260425
biglietti on line Vivaticket
prenotazione telefonica
La prenotazione telefonica può essere effettuata chiamando il 3331260425. La prenotazione comporta il blocco dei posti riservati che non potranno essere messi in vendita ad altri spettatori. La richiesta deve, pertanto, essere fatta solo quando si è certi di poter partecipare. La prenotazione sarà mantenuta sino a 15 m. prima dell'inizio della recita.
carta docente
La Carta Docente è accettata. Il titolare della Carta, dopo aver effettuato la prenotazione, deve inviare il buono in formato pdf almeno il giorno prima della recita all'indirizzo info.centrodiaghilev@gmail.com per la dovuta validazione. Il buono è nominale. Il titolare della Carta, per ogni singola recita, non può generare più buoni o un buono di spesa per più di un biglietto d’ingresso.
condizioni
Biglietti acquistabili online su Vivaticket e presso le rivendite del circuito Vivaticket, con sovrapprezzo per diritti e commissioni. Il programma potrebbe subire variazioni per esigenze organizzative. A spettacolo iniziato non è consentito l'ingresso in sala. E vietato l'uso di cellulari, cineprese, macchine fotografiche, registratori.