L'avaro - partitura per tre attori

L'avaro - partitura per tre attori

dal 16 ottobre al 8 novembre 2026
Chiesa di Santa Teresa dei Maschi - Bari
ven 16 h 21 | sab 17 h 21 | dom 18 h 19 | mar 20 h 20
mer 21 h 20 | gio 22 h 19 | ven 23 h 21 | sab 24 h 21
dom 25 h 19 | mar 27 h 20 | mer 28 h 20 | gio 29 h 19
ven 30 h 21 | sab 31 h 21 ottobre
dom 1 h 19 | mar 3 h 20 | mer 4 h 20 | gio 5 h 19
ven 6 h 21 | sab 7 h 21 | dom 8 h 19 novembre


da Molière
elaborazione drammaturgica e regia Rosario Sparno
con Francesco Lamacchia | Paolo Panaro
(in alternanza nel corso delle repliche)
Doriana Costanzo, Andrea Simonetti
costumi Angela Gassi
responsabile tecnico Nicola Santamato
produzione Compagnia Diaghilev

Questo spettacolo fa parte della rassegna Teatro Studio 26-27

Descrizione

L’Avaro è una delle opere più famose di Jean Baptiste Poquelin, una commedia divertente e ricca di invenzioni lessicali ma anche un capolavoro assoluto di stile ed eleganza narrativa che ha consegnato all’eternità il grande Molière. Siamo in una soffitta. Una tana per topi dove, negli anni, sono stati accumulati beni preziosi mai usati. Dentro vi si respira un’aria malsana che fa pensare a una situazione di complotto, di agguato, di rapina. 
Ogni cosa è vista e deformata dallo sguardo del suo abitante; un atteggiamento, cupo, tetro e solitario che sovrasta su tutto. Arpagone è il protagonista. E’ lui l’uomo gretto, bramoso, sospettoso, nevrotico che, in questa versione, preferisce vivere in ristrettezze economiche, vestire abiti logori, abitare un luogo vecchio e polveroso, pur di non separarsi dal suo unico grande amore: una cassetta piena di denari che tiene gelosamente nascosta. 
E sarà proprio il furto del suo tesoro a far crollare il mondo decrepito del vecchio taccagno. Lo spettacolo riprende, nei personaggi (l’avaro, la figlia, il servo e la faccendiera) e nell’epilogo, l’Aulularia di Plauto, una delle fonti principali di Molière, portandoci nel cuore della Parigi dell’autore francese, una città universale, che con i suoi vizi e le sue paure, i suoi lazzi e le sue buffonerie ci ricorda, per molti aspetti, il tempo che viviamo. 
Arpagone accumula ma non spende, conserva ma non usa, possiede ma non condivide; si crede circondato da persone che gli stanno intorno solo per la sua ricchezza; la sua avarizia non è solo una caratteristica personale ma un modo di essere. E’ l’archetipo dell’antisociale: è un usuraio che senza lavorare, senza soffrire, guadagna con il lavoro del prossimo. 
Ma l’avidità può travestirsi da virtù e assumere nuovi nomi, riuscendo così a celare la sua furia. Indossando ciò che il poeta chiama “il tenero manto della pietà materna”, la tirchieria può proclamarsi la conseguenza dell’encomiabile scopo di provvedere ai figli.

foto e video

Rassegna stampa

Programmazione

orari spettacoli

lun. mar. mer. h 20
gio. dom. h 19
ven. sab. h 21
giorni festivi h. 19

biglietti
posto unico non numerato
lun. mar. mer.
gio. ven. € 10,00
sab. dom. € 15,00
giorni festivi € 15,00
prenotazioni 3331260425
biglietti on line Vivaticket

prenotazione telefonica
La prenotazione telefonica può essere effettuata chiamando il 3331260425. La prenotazione comporta il blocco dei posti riservati che non potranno essere messi in vendita ad altri spettatori. La richiesta deve, pertanto, essere fatta solo quando si è certi di poter partecipare. La prenotazione sarà mantenuta sino a 15 m. prima dell'inizio della recita.

carta docente
La Carta Docente è accettata. Il titolare della Carta, dopo aver effettuato la prenotazione, deve inviare il buono in formato pdf almeno il giorno prima della recita all'indirizzo info.centrodiaghilev@gmail.com per la dovuta validazione. Il buono è nominale. Il titolare della Carta, per ogni singola recita, non può generare più buoni o un buono di spesa per più di un biglietto d’ingresso.

condizioni
Biglietti acquistabili online su Vivaticket e presso le rivendite del circuito Vivaticket, con sovrapprezzo per diritti e commissioni. Il programma potrebbe subire variazioni per esigenze organizzative. A spettacolo iniziato non è consentito l'ingresso in sala. E vietato l'uso di cellulari, cineprese, macchine fotografiche, registratori.